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“PMI familiari e sviluppo del Paese: un tema cruciale”

In questo momento storico ed economico favorire l’innovazione nelle PMI familiari è centrale. Intervista con il prof. Alfredo De Massis.

Il tema dell’innovazione nelle PMI familiari è cruciale per lo sviluppo del sistema Italia. Lo sarà tanto più nei prossimi mesi in cui verranno al pettine i nodi legati al brusco stop dell’economia provocato dalla pandemia. A sostenerlo Alfredo De Massis, professore di Family Business alla Facoltà di Economia e responsabile del Centro per il Family Business al NOI Techpark che, assieme alla ricercatrice Emanuela Rondi, ha curato l’ultimo numero della rivista Piccola Impresa/Small Business, dedicato proprio a questo tema. Piccola Impresa/Small Business è una storica rivista italiana con vocazione internazionale. “Nata nel 1987, ha pubblicato sin dagli inizi contributi in italiano, inglese e francese e”, spiega De Massis, “rappresenta un terreno di incontro tra accademia e mondo delle imprese, del lavoro e delle professioni”.

Prof. De Massis, come è nata questa collaborazione con la rivista?
Due anni fa, al prof. Salvatore Sciascia dell’Università Carlo Cattaneo, Emanuela Rondi e me è stato assegnato il compito di sviluppare un numero speciale dedicato a questa tematica. Abbiamo accettato la sfida con grande entusiasmo e convinzione perché, appunto, crediamo sia il tema dei temi. Ora, tra l’altro, è quanto mai attuale perché proprio sulla capacità di far fronte alle difficoltà presentate dai processi di innovazione si giocherà la sopravvivenza di tante imprese. Il nostro vuole essere uno stimolo per accompagnare questo processo convinti che le imprese familiari del nostro Paese abbiano potenzialità di reggere la competizione internazionale anche in momenti di crisi come quelli che ci attendono. Ma, appunto, hanno bisogno di consulenza per impiegare al meglio le loro risorse. 

Ciò come può avvenire?
Lo spiego nell’editoriale “Innovation in small family firms”. Lì proponiamo quattro modelli di sviluppo dell’innovazione per questo genere di imprese, tali da valorizzarne i punti di forza e minimizzarne le debolezze: si tratta dell’innovazione nella tradizione, dell’innovazione digitale, dell’innovazione sostenibile e dell’innovazione collaborativa. Lo studio di ciascuno dei quattro modelli è affidato a un articolo specifico. In particolare, il modello dell’innovazione digitale è affrontato nel paper “Innovation in craft family SMEs in the digitalization era” scritto da Ruth Überbacher (dottoranda unibz), Riccardo Brozzi e Dominik Matt (unibz e Fraunhofer Italia). 

Avete incentrato lo sguardo sulla realtà altoatesina. Perché?
I tre autori, analizzando il livello medio di digitalizzazione in un campione di 100 piccole e medie imprese familiari artigiane dell'Alto Adige, evidenziano come la propensione ad innovare digitalmente sia accompagnata da sfide importanti, soprattutto a livello manageriale, e propongo una tassonomia di quattro tipi di family business artigiani sulla base del livello di digitalizzazione conseguito. Il focus di questo studio è sulla realtà locale perché il Centro per il Family Business Management di unibz si rivolge anche alle imprese del nostro territorio, in cui la presenza di imprese familiari è prossima al 100% delle realtà aziendali e vi è un enorme bisogno di supporto soprattutto su tematiche di innovazione e successione aziendale.

Una parte importante è dedicata invece all’innovazione nella tradizione, che è il punto forte della vostra ricerca al Centro per il Family Business Center al parco tecnologico di Bolzano ed è anche l’architrave su cui molte aziende italiane hanno costruito la loro prosperità.
Assolutamente. L’”Innovation Through Tradition”  o ITT è una strategia di innovazione, o un nuovo modo di realizzare l’innovazione, che le mie ricerche su numerose imprese familiari italiane, altoatesine e internazionali declinano in una serie di pratiche manageriali. Purtroppo il passato e il futuro sono spesso visti in una relazione antitetica, e molti manuali di gestione dell’innovazione suggeriscono di creare un senso di urgenza e abbandonare il passato per percorrere la via verso il futuro. Al contrario, nell’innovazione nella tradizione, il passato, la storia e la tradizione di un’impresa o del contesto in cui essa opera sono visti come una risorsa strategica su cui l’impresa può fare leva per innovare. 

Le imprese che sono in grado di fare”innovation through tradition” sono allo stesso tempo estremamente innovative e saldamente ancorate al proprio passato e alla propria tradizione. 
Esatto. Molti dei miei studi illustrano proprio le pratiche attraverso cui un’impresa può innovare nella tradizione, le sfide sottostanti e le capabilities di cui deve dotarsi per farlo. L’ITT può rivelarsi estremamente utile per sbloccare il potenziale innovativo delle imprese in l’Alto Adige, che è un territorio dalla grande tradizione. Basti pensare alle numerose piccole e medie imprese artigiane, ma anche a imprese come Durst Group, Forst, Loacker, Markas, Niederstätter, Oberalp, Thun tanto per citarne alcune e l’elenco potrebbe essere molto più lungo.

(zil)